
“Su Instagram devi fare reel, i caroselli ormai non li vede nessuno.”
È una frase che sento spesso, da clienti e da colleghi. Il nuovo studio di Socialinsider la smentisce con numeri difficili da ignorare, e già che c’è dice anche parecchio anche su cosa pubblicare sugli altri social.
Socialinsider infatti ha analizzato 62,7 milioni di post pubblicati tra gennaio e settembre 2026 su Instagram (21,6 milioni), Facebook (36,8 milioni), LinkedIn (893.000) e X (3,4 milioni), dividendo i brand in cinque fasce di follower: 1-5K, 5-10K, 10-50K, 50-100K e oltre 100K. La ricerca completa è qui: What to post on social media in 2026.
Qui sotto ti racconto punto per punto tutto ciò che c’è da sapere, ma prima dei risultati, una precisazione sul metodo: su Instagram, Facebook e X il tasso di engagement è calcolato sui follower, su LinkedIn sulle impression: i valori di LinkedIn quindi non vanno confrontati con quelli delle altre piattaforme.
Instagram: il carosello batte il reel, anche nelle visualizzazioni
Dai 5.000 follower in su il carosello è il formato con l’engagement più alto in ogni fascia. Il reel resta davanti solo negli account più piccoli (0,80% contro 0,75%), mentre l’immagine singola è ultima ovunque.
Il dato che sorprende di più riguarda le visualizzazioni. Il carosello ne fa più del reel in tutte le fasce, e il distacco cresce con l’account: sopra i 100K follower siamo a 35.147 visualizzazioni medie contro 19.167, quasi il doppio.
Una parte della spiegazione sta nel modo in cui Instagram distribuisce i caroselli: se scorri oltre senza sfogliarlo, la piattaforma può riproportelo più tardi partendo dalla seconda slide. Ogni carosello ha quindi una seconda occasione, e la seconda slide va scritta come un secondo gancio, non come un indice, viceversa rischi di sfruttarla male
Facebook: il reel porta la copertura, l’engagement cambia con “la taglia”
Su Facebook la classifica delle visualizzazioni è la stessa in ogni fascia: reel, album, immagini, post di solo testo, link. I reel raggiungono da 4 a 6 volte più persone di qualsiasi altro formato (5.778 visualizzazioni medie sopra i 100K follower, contro le 937 degli album).
Sull’engagement, invece, non c’è un vincitore unico. Gli album guidano sotto i 5K follower, i post di solo testo tra 5K e 50K, i reel sopra i 100K. Nella fascia 50-100K reel e post di testo sono pari, entrambi allo 0,20%.
Tradotto: il reel porta persone nuove, il post di testo fa parlare chi già ti segue. Servono tutti e due, con obiettivi diversi.
LinkedIn: documenti, multi-immagine e il caso dei sondaggi
Su LinkedIn i documenti nativi (i PDF caricati e sfogliabili come un carosello) e i post multi-immagine sono i due formati con più engagement in ogni fascia. I documenti guidano sotto i 10K follower, con un picco del 7,28% negli account più piccoli, i multi-immagine sopra i 100K.
Le impression raccontano un’altra storia. Tra 5K e 50K follower vince il multi-immagine, sopra i 50K dominano i sondaggi: nella fascia 50-100K arrivano a 8.900 impression medie, circa il triplo del secondo formato (2.927). L’engagement dei sondaggi però è altalenante, e sopra i 100K follower scende al 2,3%, tra i valori più bassi. Il sondaggio ti fa vedere, ma da solo non costruisce relazione.
X: GIF per gli account piccoli, video per i grandi
Su X le GIF hanno l’engagement più alto sotto i 10K follower e le impression più alte fino ai 50K. Oltre quelle soglie vincono i video.
Il post con link resta in fondo alla classifica
Su Facebook, LinkedIn e X il post con link è ultimo, o quasi, in ogni fascia. Su LinkedIn, sopra i 10K follower, scende a 10-20 impression medie contro le migliaia degli altri formati. Le piattaforme preferiscono che l’utente resti dove si trova: il contenuto deve reggersi da solo, e il link arriva dopo.
Non stupisce che il link sia un formato così penalizzato, proprio perché fa ciò che è meno negli interessi delle piattaforme social: portare le persone fuori.
Come usare questi dati nel tuo piano editoriale
Le medie di uno studio su 62 milioni di post sono un ottimo punto di partenza, non una regola da copiare. Sul mio account Instagram, per esempio, i caroselli fanno meno copertura delle grafiche singole, ma raccolgono più salvataggi di qualsiasi altro formato: per me il carosello è il formato dei contenuti da conservare, mentre le persone nuove arrivano da altro.
Per questo il dato più utile dello studio è che il formato vincente cambia con la dimensione dell’account. Prima di rifare il piano editoriale sul modello di un brand da 200K follower, guarda cosa succede negli account della tua fascia e soprattutto nei tuoi insights, formato per formato e metrica per metrica: copertura, condivisioni, salvataggi.
Se vuoi imparare a leggere i dati di Instagram e Facebook in questo modo, cioè per decidere cosa pubblicare e non solo per compilare il report di fine mese, è quello che faccio nella Masterclass Facebook & Instagram Report + Insights dell’Academy.