Web 2.0: Il cliente oggi non lo devi stressare, ma guadagnartelo

Non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare Seneca

 

“Don’t buy your marketing, earn it”, lo dice Rand Fishkin, CEO di SEOmoz, azienda di fama mondiale produttrice di software.

Fishkin ha pubblicato una serie di slide, dove ci mostra combinando numeri, meme e concetti fondamentali nel 2.0, come certe pratiche di web marketing che sembrano produttive, in realtà lo siano ben poco (vd. interrompere la navigazione degli utenti con spot di prodotti di cui non gliene frega niente :)) e alla base del marketing oggi ci sia ben altro: offrire contenuti di valore.

Dopo una serie di statistiche volte a mostrare l’inutilità delle inserzioni e banner a pagamento su Google, Facebook, Twitter e blog vari (SEOmoz è un provider di SEO software..che te lo dico a fa’?) Fishkin ci dice che per accrescere la nostra visibilità, per guadagnare clienti, per rendere la nostra presenza online efficace e produttiva, tutte le pratiche possibili sono racchiuse in un solo, semplice concetto: l’inbound marketing.

 

1.Non rompere le scatole al prossimo, ma offrigli qualcosa e fatti trovare quando ti sta cercando

Raccogli e offri contenuti di valore (content curation), produci contenuti di valore (blog), sii facilmente raggiungibile (SEO), condividi, interagisci, racconta il valore aggiunto che offri al mondo (social media marketing).

Ecco l’inbound marketing in parole semplici.

Dimentica  le pratiche d’interruzione, di messaggi univoci, pubblicitari e lontani dei media tradizionali, che l’utente del web 2.0 “rimbalza” come un pacco ricevuto e mai richiesto.

Lascia perdere le montagne di mail mandate a caso a gente che non ne vuole sapere niente della tua attività, smetti di condividere messaggi pubblicitari continuamente sui social network, non è questo il modo di abitare la rete.

Né di trovare nuovi clienti.

Crea un blog aziendale, scrivi informazioni utili, cura contenuti che portino un valore aggiunto al tuo target di riferimento.

L’inbound marketing è questo, un insieme di pratiche che diventano ogni giorno più centrali per ogni azienda che vuole continuare ad esserci, in modo vincente, sul mercato.

 

2. Crea una strategia e seguila: non lanciarti in azioni fatte “a caso”

Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, diceva Seneca.

Quante aziende si lanciano nel web, creano un sito, aprono un profilo sui social network, senza minimamente interrogarsi sui propri scopi primari e secondari, senza costruire un piano che guidi le azioni intraprese?

Buttarsi nell’esperienza del web senza conoscere la mission della tua azienda, senza conoscere i tuoi obbiettivi, senza una strategia pianificata nel breve e nel lungo termine, non porta alcun tipo di risultato.

Anzi, si aumenta notevolmente il margine di errore e bruciarsi la reputazione in rete è un attimo.

Sperimenta nuovi canali e nuove modalità comunicative finché non trovi il giusto modo di interagire con il tuo target.

Ho detto target, non pubblico: il pubblico è roba da media tradizionale e come concetto non trova spazio nel web 2.0 🙂

 

3. Non è una campagna pubblicitaria a tempo determinato: ogni giorno vieni valutato nuovamente

La tua presenza nel web porterà ben pochi risultati se verrà curata solo per un mese o una volta ogni tanto.

Parliamo di relazioni ed interazioni: non le si possono curare a singhiozzo.

Ogni giorno la fiducia nei tuoi confronti viene rinegoziata e va guadagnata di nuovo.

L’esserci nel web 2.0 significa costruirsi gradualmente uno spazio, dare modo ai nostri potenziali clienti di incontrarci e parlare con noi, fornire contenuti in modo costante, se decidiamo di aprire un blog.

Non si può decidere di “abitare la rete” a spot.

Di rispondere alle mail un giorno sì e dieci no.

Di interagire con i nostri contatti sui social per una settimana e sparire per un mese.

Che tu sia una grande azienda o una microimpresa è comunque fondamentale essere presente costantemente per creare relazioni autentiche e stimolare fiducia in chi ci segue.

 

4. “A me per ora di Facebook e compagnia non importa niente: ho il sito web, tanto mi basta”

Puoi far finta di non vedere come sta cambiando il mercato e le sue logiche, ma questo non impedirà al mercato di cambiare, né alle persone di parlare della tua azienda in rete.

Potresti scoprire, ad esempio, che su Facebook c’è un gruppo di clienti affezionati che parla di te e si scambia opinioni.

Potresti scoprire che più di un utente su TripAdvisor o Foursquare  si è lamentato del conto troppo salato, del vino annacquato, della camera non adeguatamente pulita.

Ma tu non ci sei, non monitori ciò che si dice di te, per cui non puoi capire le reali esigenze di chi ha usufruito dei servizi che offri, cosa potresti migliorare, non puoi rispondere a chi dice qualcosa di totalmente errato sulla tua attività e magari questa informazione viene visualizzata da decine di altri utenti che non vorranno avere niente a che fare con la tua azienda per ciò che hanno letto.

Non puoi dare una versione alternativa del tuo esercizio, né stimolare commenti positivi.

Il punto è che in rete il cliente lo puoi guadagnare e lo puoi perdere, ma se non prendi in mano le redini della tua presenza digitale chissà quanti ne potrai perdere…senza nemmeno saperlo 🙂

 

 

 

Fonti:

http://www.slideshare.net/randfish/dont-buy-your-marketing-earn-it-13331586

http://www.miriambertoli.com/web-marketing-per-le-pmi

http://www.inboundmarketing.com/

http://www.amazon.it/Social-Media-Guida-completa-ebook/dp/B006YCWOCK

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Veronica GentiliWeb 2.0: Il cliente oggi non lo devi stressare, ma guadagnartelo

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