Facebook dichiara guerra al clickbait

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Quante volte ti sei visto passare davanti sulla tua Sezione Notizie articoli tipo “Non crederai mai a ciò che ha fatto [NOME PERSONA FAMOSA]?” o “Bimba di 9 mesi incontra panda: quello che accade ha dell’incredibile”?

Si tratta di titoli specificamente pensati per acchiappare click e spesso i contenuti al loro interno non rispecchiano affatto quanto promesso, anzi, sono infarciti di banner e pop up.

Risultato? Ritorni su Facebook abbastanza incazzato ed irritato per averci cliccato sopra.

E siccome l’obbiettivo di Facebook è quello di dare “il contenuto giusto alla persona giusta nel momento giusto”, di offrire alle persone “le storie più rilevanti per ognuno di loro”, il buon Mark ha pensato di aggiornare nuovamente l’algoritmo che regola la visibilità nella Sezione Notizie in modo da dare ancora meno spazio a questi post. E ai domini che li ospitano.

Sempre meno visibilità ai link acchiappaclick con un sistema ad hoc

Già nel 2014 con un annuncio ufficiale Facebook aveva detto che avrebbe ridotto la portata di questo tipo di link, soprattutto valutando il tempo che un utente ci metteva a tornare sul sito dopo il click di esso; ma non è bastato, i titoli acchiappaclick hanno continuato a proliferare nella piattaforma.

D’ora in poi Facebook aggiornerà l’algoritmo utilizzando un sistema che intercetterà le frasi usate più spesso in questo tipo di titoli, simile ai filtri utilizzati per bloccare la spam nelle caselle email.

Verranno categorizzate decine di migliaia di titoli di questo tipo tenendo presenti 2 punti chiave: 1) se il titolo in qualche modo nasconde le informazioni essenziali per capirne il reale contenuto 2) se il titolo ingrandisce il contenuto del post creando false aspettative.

Un paio di esempi:

“Non crederai mai chi è inciampato e caduto sul red carpet”= nasconde info per comprendere il contenuto dell’articolo

“Le mele possono davvero nuocere alla tua salute?!”= inganna il lettore (le mele fanno male se ne mangi a quintali ogni giorno)

Una cosa importante:

non vedranno diminuire la portata solo i post contenenti titoli acchiappaclick, ma anche le Pagine e i domini che spesso incorrono in questa pratica.

Publisher fate attenzione

La tecnica del clickbait è spesso usata soprattutto nel mondo dell’editoria, per la quale la metrica “visite” riveste ancora un ruolo cruciale; a volte anche grandi testate indulgono nella pratica dei titoli acchiappaclick allo scopo di aumentare le visite e ci sono siti di informazione e pseudo-informazione che quotidianamente producono contenuti di questo genere.

Dopotutto, Facebook è e resta la maggiore fonte di traffico social per il mondo dell’informazione (in alcuni casi supera anche il traffico organico) e per “spremere” la portata organica le si tentano tutte; il mio consiglio però è quello di iniziare a fare molta attenzione.

Facebook ha a disposizione il tempo effettivamente speso sugli articoli del vostro sito successivi al click, i feedback degli utenti e una serie di frasi con le quali confrontare i vostri titoli, nel medio e lungo periodo l’utilizzo continuativo di queste pratiche potrebbe seriamente compromettere il traffico ai vostri domini (come se già il calo progressivo della Portata Organica non fosse abbastanza).

Come dovrebbe essere il titolo di un link?

Per evitare di incorrere in guai, Facebook stesso offre una serie di linee guida per scrivere il titolo del link da pubblicare, che dovrebbe essere:

  • informativo: non deve nascondere niente, forzando il lettore a cliccare per trovare la risposta
  • in linea con le aspettative: la notizia non deve essere ingigantita e il titolo deve corrispondere a ciò che troveremo una volta cliccato

 

Ricordiamoci che l’obiettivo primario di Facebook non è offrire traffico gratuito ai publisher, ma dare agli utenti uno spazio piacevole da abitare giornalmente e per mantenerli il più possibile all’interno del proprio ecosistema deve offrire loro contenuti rilevanti ed interessanti; i link acchiappaclick non rientrano in questa categoria.

 

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