Web e Social sono un vantaggio competitivo…PER ORA

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Spesso e volentieri mi capita di dover valutare lo status quo in Rete dei competitor dei miei clienti;

spesso e volentieri c’è da tirare un bel sospiro di sollievo (o da mettersi le mani nei capelli per il concorrente di turno, dipende dal punto di vista).

Siti web agghiaccianti con tanto di gif animate stile anni 90, sezioni news aggiornate a Maggio 2012, Profili Facebook usati come fossero Pagine, account Twitter agganciati in automatico agli aggiornamenti di Facebook, Pagine Google Plus abbandonate da Luglio 2013 e situazioni improponibili su vari canali, strategie e strumenti che hanno cercato di implementare, dalla SEO alle Digital PR.

E non mi riferisco solo a piccole imprese o alle “nicchie della nicchie”, ma anche a medie imprese e a svariati settori, dall’immobiliare, all’agroalimentare, fino al settore turistico, per non parlare dei grandi brand che lavorano con il meccanismo dei punti vendita in franchising.

Per questi nella maggior parte dei casi manca una formazione e delle linee guida per far sì che la comunicazione e la promozione del punto vendita specifico si allinei a quella del marchio e non vengano fatti errori grossolani che si ripercuotono sulla credibilità e reputazione del marchio stesso (per averne un’idea, prova a cercare nel motore di ricerca di Facebook “Carpisa” o “Libreria Mondadori” e guarda quanti account con questi nomi + luogo corrispondono a Profili Personali..e come si promuovono).

Non sempre, va detto; a volte trovi il Concorrente Illuminato, quello che ha deciso di investire in comunicazione digitale come si deve e che ti lascia a bocca aperta, tra l’ammirato e il preoccupato, ma si tratta di mosche bianche.

Questo perché, nonostante non si faccia altro che parlare di quanto gli Italiani stiano su Internet, si informino su Internet e comprino su Internet, quando si tratta di rivedere il proprio modo di porsi, proporsi e comunicare c’è sempre una bella resistenza e, soprattutto, tendenza a rimandare a tempi migliori.

Il curioso caso del Settore Agroalimentare e il Web

Proprio ieri il caro amico e collega Robi Veltroni, durante un corso che tenevamo, ha presentato questi numeri che, per quanto datati, mi hanno lasciato a bocca aperta;

secondo il CensimentoAgricoltura 2010 pubblicato lo scorso anno, in Italia ci sarebbero 1 620 884 aziende agricole.

Di queste, 1 559 939 nel 2010 non erano informatizzate, ma soprattutto, solo 29 043 possedevano un sito o una Pagina Internet.

Solo 29 043.

Dirai: “sono passati 4 anni però!” e “beh ci sono tantissime micro-micro-micro-imprese!”

Ok, consideriamone solo la metà e mettiamo che le aziende con una pagina o sito web siano raddoppiate o, meglio, quadruplicate rispetto a 4 anni fa; sarebbero 116.172 su 810 442.

Poco più di 1 su 8 e, per quanto sia un settore più legato alla tradizione che all’innovazione, è assurdo pensare che non voglia trovare un’opportunità di business in Rete, sia a livello locale che nazionale che internazionale, soprattutto parlando dell’export al quale vorrebbe e dovrebbe mirare questo settore (la leggenda narra che sia uno dei pochi settori in crescita del nostro paese).

Come faccio a conoscerti stando a migliaia di km distanza da te?

Come faccio a prendere informazioni sulla tua realtà a questa distanza?

Ma anche stando non troppo lontano dalla tua impresa:

qual è il mezzo principe che le persone/altre imprese utilizzeranno per trovare l’azienda che offre i servizi/prodotti che cercano?

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno

No, questo non vuole essere l’ennesimo articolo che ti racconta quanto il nostro paese sia arretrato in termini di cultura e marketing digitale, ma l’esatto contrario;

in questo momento per la tua impresa una presenza nel Web in generale (e nei Social in particolare) è un vero e proprio vantaggio competitivo, perché quasi sicuramente i tuoi concorrenti stanno ancora con le mani in mano ad aspettare tempi migliori, mentre tu potresti agire.

Domani,  però, potrebbero essersi rimboccati le maniche;

domani i tuoi concorrenti potrebbero essersi già svegliati, svecchiati, potrebbero aver preso il posto di blog più affidabile di settore o fan page più interessante da seguire per quello che potrebbe essere il tuo pubblico; potrebbero essersi posizionati benone proprio per quelle parole chiave che cercano i tuoi potenziali clienti e aver creato una fitta schiera di ambasciatori del loro brand, pronti a difenderli in caso di crisi.

E allora tu farai il doppio della fatica per cercare di raggiungere i loro risultati, con il rischio di non farcela e rimanere sempre un passo indietro.

Diciamo la verità:

[Tweet “parlando di Web in Italia c’è una case history da scrivere per quasi tutti i settori esistenti”]

C’è una terra vergine da conquistare, un segmento da coinvolgere e conquistare, un vuoto da riempire che, ovviamente, richiede tempo, professionalità e competenze.

La domanda è:

vogliamo che sia il tuo brand a ritagliarsi quello spazio o aspettiamo che lo facciano i tuoi concorrenti per fare il doppio della fatica e magari non riuscirci?

 

Photo credit: Oblong via photopin cc

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