Twitter & Aziende: perché nessuno mi considera?

Twitter & Aziende: perchè nessuno mi considera?

E quindi hai scoperto che ci sono 200 milioni di utenti attivi su Twitter e che 4,7 milioni di Italiani cinguettano ogni settimana.

Hai deciso che era l’ora di far approdare la tua impresa anche qui, ti sei creato un account e hai iniziato a seguire un po’ di persone e a twittare un paio di cose.

Il vuoto.

Ti seguono in pochi e soprattutto, ti si filano in due.

Perché?

Dove sto sbagliando?

Ecco la lista degli errori più comuni che le aziende fanno su Twitter rendendo inutile (e a volte dannosa) la propria presenza 😉

 

1. Ho appena acquisito un nuovo scarico merci: si chiama Twitter

Uno degli errori più comuni che si fanno su Twitter (ed in generale nei Social Network) è quello di considerarli come luoghi in cui “scaricare” tutte le offerte, nuovi prodotti e pubblicità.

Si piazza ogni tanto un paio di link al sito corporate o la “super promozione!!!!!!” e ci si aspetta che qualcuno la legga, chieda maggior informazioni… magari acquisti, chissà.

Beh, se stai usando Twitter come “scarico merci” (o il tuo Social Media Manager lo sta facendo per te) sappi che andrai poco lontano e, soprattutto, saranno in pochi a considerarti, a seguirti ed a interagire con te.

I Social Network sono basati sull‘interazione, l’attenzione e la stima degli utenti si guadagna con contenuti di valore, interesse verso il prossimo, umanità.

E direi che uno scarico merci ha ben poco di umano e interessante.

 

2. …Ah perché non basta scrivere su Facebook e condividere automaticamente su Twitter?

Molte attività hanno deciso di essere presenti su questo social in modalità “ti piace vincere facile” (ma si vince davvero?);

hanno scoperto quel simpaticissimo strumento di Facebook che permette di condividere automaticamente su Twitter e gli hanno dato la via, permettendoli di pubblicare gli stessi contenuti da un social all’altro senza muovere un dito.

Peccato che ogni social abbia i propri linguaggi e le proprie modalità di comunicazione, per cui quello che ne viene fuori è una serie di messaggi troncati e decontestualizzati che riportano alla propria Pagina Facebook, brutti da vedere e spesso incomprensibili.

Risultato:

perché le persone dovrebbero seguire la brutta copia del tuo account ufficiale?

 

3. Segui 1320 account…ti seguono in 19.

I numeri nei social contano fino ad un certo puntoma contano.

Vedere che un’azienda segue ennemila persone, ma viene seguita da pochissime non fa venire voglia di seguirla.

D’altra parte, la Riprova Sociale è una delle scorciatoie più usate dall’essere umano… se nonostante questo qui segua tanti account ed in pochi abbiano deciso di seguirlo reciprocamente un motivo ci sarà?

Non è facile guadagnarsi l’attenzione delle persone, ma è ancora più difficile se passi come quello che, nonostante sia interessato a tanti, interessa a pochi.

Un consiglio: non c’è bisogno di seguire un milione di account, preferisci piuttosto followare chi twitta contenuti interessanti per il tuo settore e chi mostra interesse per la tua azienda, interagisci, lascia che gli utenti scoprano cosa hai di interessante da dire..senza lasciarti prendere dal “following compulsivo”.

 

4. “Oh?Mi hai visto? Hai visto cosa vendo? Guardami! Ci sono anch’io!!!”: sei uno social-stalker

Partiamo da un presupposto: gli stalker non piacciono a nessuno, meno che mai nei social network.

Diverse imprese entrano a gamba tesa nelle conversazioni di altri utenti o li menzionano in modo assolutamente arbitrario per cercare di rifilare loro prodotti o servizi.

Poi li rincorrono e se, per caso si azzardano a seguire l’azienda in questione, questa inizia con una serie di DM commerciali, di invito a provare questo o quel prodotto o a partecipare ai loro eventi.

Ecco, non si fa.

Un conto è monitorare costantemente cosa viene detto di noi e del nostro settore in Rete e partecipare alla conversazione (vedi il caso di Ikea e LastMinute.com), un conto è spaccare le balle alle persone e rincorrerle per farsi conoscere.

Questa pratica ti porta non solo ad essere poco considerato, ma anche a rischiare di essere segnalato per spam e bloccato.

 

5. “…Ma che siamo iscritti anche a Twitter? Oddio, aspetta che twitto qualcosa!”

Seriamente, non sta scritto da nessuna parte che tu, azienda, debba essere presente in tutti i social “che tirano”:

meglio pochi ma buoni e gestiti bene.

Così in molti aprono vari account a destra e a manca, dimenticandoseli per strada e aggiornandoli una volta ogni tanto, quando capita… e io perché dovrei seguire qualcuno che twitta una volta ogni morte di Papa?

E’ importante la costanza e la continuità in ogni relazione che si rispetti ed i social network si basano proprio su questo:

sulle relazioni che riesci a intessere e mantenere.

Per cui, se ti considerano in pochi e aggiorni il tuo account ogni tanto, forse è il caso di rivedere tempi e modalità di approccio ad ogni social che hai deciso di presidiare.

 

Non è facile ritagliarsi il proprio spazio nei social network, in modo particolare per le aziende, occorre offrire costantemente motivi validi per essere seguiti e per interagire con noi… evitando di stressare le persone e ricordare loro ogni minuto che siamo lì per vendere 😉

 

 

 

 

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