Perché comprare fan e follower è una pessima idea

 

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Non sarebbe meraviglioso poter aver avere 5000 fan su Facebook in meno di 48 ore, magari Italiani?

Sedersi davanti al PC e vedere che il numero dei nostri follower cresce smisuratamente senza toccare un tasto?

Pubblicare un video su Youtube e scoprire in una manciata d’ore che ha ricevuto ennemila visualizzazioni?

Beh, sappi che è possibile.

Con qualche decina di euro su Internet puoi comprare praticamente il social-mondo: like, fan, follower, visualizzazioni su Youtube, Google+ voti e chi più ne ha più ne metta.

Indiani, Americani, addirittura Italiani targhettizzati per sesso ed età, tu scegli e loro ti consegnano un simpatico pacchettino con tutti i fan che hai richiesto.

Che lo paghi a fare un social media manager se puoi raggiungere questi incredibili risultati con un paio di clic?

È da stupidi.

O forse, è da imbecilli comprarsi relazioni inesistenti.

Numeri & riprova sociale: perché dovresti voler comprare fan, follower e compagnia

In Italia queste piattaforme di vendita  follower, fan, etc stanno spuntando come funghi:

“l’ambiente social” sta diventando sempre più importante per le aziende e ciò mi induce a pensare che ci sia una domanda, latente o manifesta, per servizi di questo tipo.

Nella corsa all’accaparramento di un proprio spazio in Facebook ,Twitter, Google Plus e chi più ne ha più ne metta, la prima cosa che salta agli occhi di un social media marketer fuffone o di un imprenditore ingenuo, sono i numeri:

quanti fan, follower e visualizzazioni di video su Youtube hanno i nostri competitor?

Quanto sarebbe più facile che un utente ci seguisse su Twitter vedendo che siamo già seguiti da un nutrito numero di persone?

Ne parlavo nel post “I numeri sui social non contano niente. Ma siamo sicuri?”, argomentando proprio come, a una prima occhiata, i numeri abbiano effettivamente un loro valore nel motivare le nostre scelte.

Lo racconta un professionista del settore vendita fan/followers in un’interessante intervista condotta da Paolo Ratto:

“La vostra pagina Facebook (o il vostro video su YouTube) è come se fosse un ristorante: i clienti ci passano davanti e se lo vedono pieno di gente si fermano volentieri a mangiarci una cosa.”

Potresti volere questi simpatici pacchettini per dare una migliore immagine della tua azienda, a un primo sguardo.

Potresti volere questi simpatici pacchettini per far pensare a chi atterra sulla tua Pagina, Account, video o sito web, che hai già un tuo seguito ed invogliarlo “ad accodarsi”:

dopotutto non è una novità.

Noi esseri umani agiamo molto per imitazione e per riprova sociale: se in tanti “fanno qualcosa” o seguono “qualcuno”, evidentemente quella cosa merita di esser fatta e quel qualcuno di essere seguito.

 

Relazioni & Clienti potenziali: perché comprare “cose taroccate” è una stupidaggine colossale

Mettiamo che queste agenzie vendano fan reali e non bot, che ti facciano avere like da persone esistenti, following e visualizzazioni da utenti veri.

Esistono piattaforme di scambio fatte ad hoc (io dò un like alla Pagina che serve a te e tu lo dai dove serve a me), per cui ritengo ci sia davvero la possibilità che tu “compri” azioni da persone reali.

Ma poi?

Una volta che hai collezionato tutti questi bei numeri, cosa te ne fai?

5000 fan, zero interazioni.

10000 follower e nessuna relazione vera creata.

Perché queste non sono persone realmente interessate a ciò che vendi, non sono interessate ai servizi che offri, ma sono persone pagate per fare un’azione specifica, niente di più.

Quanti dei sedicenti fan reali italiani credi vorrebbero soggiornare nel tuo hotel?

Quanti di loro saranno interessate a comprare ciò che vendi o a saperne di più?

Hai comprato una platea alla quale parlare, una specie di claque muta che dopo il primo applauso inizia a gironzolare per la sala alla ricerca di altro, perché ciò per cui era stata pagata l’ha fatto.

Sì, hai comprato un’audience.

Peccato che sia un’audience disinteressata a ciò che sei o fai.

Peccato che i social media risiedano sulle relazioni, vere e spontanee, non sulle audience.

 

Comprare fan  e follower: tra etica e opportunità

Non ti starò a dire che eticamente è sbagliato, probabilmente già lo sai.

Se sei una web agency o un sedicente social media marketer che ricorre a queste pratiche per far contenti i clienti ingenui, avrai già riflettuto sul fatto che non sai fare il tuo lavoro e sei un pessimo professionista e probabilmente non te ne è fregato niente, basta far soldi.

Se tu azienda hai pagato qualcuno perché ti seguisse la parte dedicata al social media marketing e ti ritrovi stracolmo di fan, follower, visualizzazioni video e compagnia, ma zero interazioni e, soprattutto, zero conversioni, inizia a farti qualche domanda perché probabilmente ti sei rivolto a un professionista della fuffologia applicata.

Guardando alla parte pragmatica che dovrebbe interessare l’azienda, avere tutti questi bei numeri ti potrà servire in un primo momento.

Ammesso che non ti sgamino.

Ammesso che qualcuno non si accorga che tutti i tuoi follower sono 14enni Indiani o che la città di maggior popolarità per la tua Pagina Facebook sia Milano, mentre tu hai una cartoleria a Porto Santo Stefano.

E comunque, un giochetto del genere, nel medio-lungo termine non ti porterà di certo ad avere più interazioni o a trovare più clienti potenziali e persone interessate a ciò che vendi o fai.

È fuffa.

Eticamente, è vergognoso.

Pragmaticamente, non porterà nulla, in termini di visibilità e contatti interessati a ciò che sei o fai, anzi; rischi che in una delle periodiche “epurazioni” che le piattaforme fanno da bot e account sospetti, se ne vada una bella fetta della tua fanbase. Sai che figura?

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Veronica GentiliPerché comprare fan e follower è una pessima idea

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