Social Media Marketing: lo stai facendo nel modo sbagliato

Social Media Marketing: lo stai facendo nel modo sbagliato

La leggenda narra che in Italia una persona su 4 sia un social media qualcosa e ogni giorno la Rete ci delizia con un nuovo Social Media Strategist (o Social Media Expert) spuntato dal niente che promette mirabolanti consulenze e gestioni fantasticissime dei tuoi social account.

Purtroppo o per fortuna, complice anche la crisi e una -lentissima- alfabetizzazione digitale, il Web in generale ed i Social Network in particolare sono diventati un’ottima fonte di business e varie agenzie e professionisti del fai da te ci si sono buttati a capofitto.

Niente di nuovo, altri millemila settori in espansione hanno visto nei secoli individui improvvisati che cercavano di guadagnare qualcosa cavalcando il trend e altri millemila professionisti incazzati neri che provavano a rivendicare la formazione e la competenza che richiedeva il proprio settore.

Come si può combattere il dilagante fenomeno dell’improvvisazione?

Dei soldi buttati in attività inutili perché gestite da individui che non hanno la minima idea di ciò che stanno facendo?

Forse con un po’ di consapevolezza e formazione in più da parte delle aziende che vedono nei Social Network un’interessante opportunità di business e, consce dei propri limiti di tempo e conoscenza, si affidano a terzi.

Vediamo insieme alcuni errori grossolani che gli improvvisati et eccellenti fuffologi spesso fanno e che dovrebbero farti drizzare le orecchie, senza pretese di esaustività.

 

1. Ti apre lo stramaledetto profilo personale su Facebook

Ogni volta che un'azienda apre un Profilo personale su Facebook un Social Media Manager muoreOgni volta che un’azienda apre un profilo personale su Facebook a proprio nome, un Social Media Manager muore.

Ad oggi lo dovrebbero sapere anche i muri che su Facebook le aziende devono crearsi una Pagina e non un Profilo Personale, eppure il Social Media Coso improvvisato non lo sa e spesso crea per le imprese che gestisce bellissimi Profili Personali.

Chiede l’amicizia a tutti, sempre e comunque, senza un minimo di ritegno e se ti azzardi a dirgli qualcosa magari ti risponde con aria sorniona che “è più facile che una persona ti risponda a una richiesta di amicizia che ti metta Mi Piace su una Pagina” o, ancora meglio, “lo faccio apposta, raggiunto un certo numero di amici lo converto in Pagina e zan…guarda quanti Mi Piace!”  (giuro, è una storia vera).

A volte, è una Web Agency che si è riciclata nel Social Media Marketing, essa stessa presente su Facebook con un profilo personale.

Vuoi un consiglio?

Scappa.

E corri più veloce che puoi.

 

2. Target? Social Media Plan? Che è, roba che si mangia?

La Cosa Social di Michele MannucciIl Social Media Marketing è analisi, pianificazione, azione e monitoraggio.

Senza degli obbiettivi precisi, senza target ben definiti non si va da nessuna parte.

Ecco che il Social Media Coso improvvisato va a ruota libera, senza farti nessuna domanda, senza sapere chi e perché vuoi raggiungere, senza pianificare insieme a te obbiettivi a breve e lungo termine, senza spiegarti cosa farà e perché lo farà.

Ti ha mai chiesto (o ha chiesto ai tuoi collaboratori) a quale scopo vuoi che la tua azienda sia presente attivamente nei social network?

 

Chi vuoi raggiungere, con quale tipo di messaggio, come integrare i social network con il tuo piano di comunicazione online e offline?

Ecco, qualcosa non quadra.

E probabilmente non ricaverai nulla di buono grazie ai social.

 

3. “Non si preoccupi, gliela faccio io una bella pubblicità nei social midia!”

Mica tante volte ti starà sparando a manetta solo link al sito aziendale, promozioni su tutti i profili social aziendali?

Il Social Media Coso improvvisato fa questo:

copia e incolla  in modo costante e continuativo, come fosse un mantra al quale fascino le persone prima o poi dovranno cedere.

Ecco che trovi Pagine e account pieni zeppi di “compra”, “guarda”, “ecco la nuova offerta”, con un’interazione che sfiora lo zero, un deserto dei tartari 2.0 in cui l’azienda fa il suo monologo pubblicitario malamente copiato dai media tradizionali.

Beh, i social network sono interazione, non sono vetrine, né megafoni dai quali urlare di venire a visitare il tuo sito web, di comprare da te, di guardare quanto è conveniente la tua nuova offerta.

Il copia e incolla è facile e veloce, peccato che non porti a niente.

Anzi, probabilmente hai già stancato diverse persone che avevano deciso di seguirti, ma non hanno nessuna voglia di essere bombardate da messaggi pubblicitari fastidiosi anche nello spazio che abitano per informarsi, condividere notizie di valore ed incontrarsi:

i social network.

 

4. “Guarda quanti fan ti ho fatto avere in poco tempo!”

La Cosa Social di Michele MannucciIl Social Media Manager fai da te ( direi Social Media Manager Dimmerda, ma sono una signorina, quindi mi limito solo a suggerirlo :D) è fortemente convinto che i numeri siano la cosa più importante.

E non numeri come, che so, l’Engagement Rate o l’Applause Rate, ma il numero di fan/follower che riesce a farti raggiungere.

Non importa che siano stati raggiunti con inserzioni fatte assolutamente a caso, invitando i suoi amici a mettere “Mi Piace”, convertendo un Profilo in una Pagina o comprando 1000 follower a stock, il suo successo è basato su quello e ci fa credere anche te.

Beh, personalmente credo che sia molto importante educare il cliente stesso a quelli che sono gli indicatori fondamentali da monitorare per capire dove e come stiamo procedendo e ti assicuro che il numero di fan e compagnia è indicativo fino ad un certo punto.

Posso avere anche 50.000 fan sulla mia Pagina Facebook, ma quanti di loro interagiscono?

Come sono diventati miei fan?

Ma soprattutto, sono in target? Sono persone realmente interessate a ciò che offro?

Chieditelo.

Anzi, chiediglielo.

 

5. Millemila pericolosi errori che la tua azienda pagherà

Ci sono tanti piccoli segnali che ti possono far capire che chi ti sta gestendo la presenza sui Social Network è decisamente incompetente, tra cui:

  • La nessuna interazione da parte di fan, follower e compagnia
  • La mancata risposta/interazione con chi scrive e commenta ciò che viene pubblicato
  • La pubblicazione automatica su tutti gli account social aziendali con le stesse modalità comunicative, linguaggi e strumenti (ogni social ha i suoi)
  • La pubblicazione di solo materiale promozionale
  • La cancellazione continua di commenti negativi “come se non fosse successo niente”
  • La promozione di un’identità totalmente diversa da quella dell’impresa in questione (madornale errore che prima o poi pagherai)
  • La pubblicazione di aggiornamenti che non hanno niente a che fare con la mission e gli obbiettivi dell’azienda

 

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che può fare un professionista improvvisato e che possono non solo farti buttare via soldi , ma anche ledere l’immagine della tua impresa in modo irreparabile.

Il punto è che, purtroppo, chiunque può svegliarsi una mattina e fregiarsi del titolo di Social Media Manager Di Stoca,  cavalcando l’onda della social analfabetizzazione digitale, magari “fregando” PMI che credono davvero di aver scelto un professionista per gestire la propria presenza in Rete.

Sta a te informarti e capire se chi sta lavorando per te lo sta facendo bene e, soprattutto, se nel breve e nel lungo termine (dipende da moltissime variabili) riesci a vedere i frutti di questo lavoro.

 

Tu cosa ne pensi? Lasciami un commento!

 


Veronica Gentili

Web Marketing e Social Media Marketing Specialist, co-fondatrice della Glisco Marketing. Appassionata di sociologia, psicologia e orsetti gommosi. +

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  • "lo spritz?" mi piace troppo, credo che ci riderò sopra per un bel po'. In ogni caso un minimo di pianificazione ci vuole sempre, in tutto ciò che facciamo.
    A questo punto ti devo chiedere un consiglio: per chi volesse avviarsi in maniera SERIA alla professione, quali studi dovrebbe intraprendere?

    • Ciao Roberto!
      Perdonami del ritardo nel risponderti, mi era sfuggito il commento.
      Così al volo ti dico che sui corsi di Madri e Scquola di Blog vai sul sicuro, se posso darti qualche altra dritta o hai già in mente qualche corso e non sai se e quanta valga chiedimi pure, se conosco ti dò una mano più che volentieri! ;)

  • Parafrasando l'insegnamento marketing più importante che mai abbia avuto e che ricordo dal mio primo corso, quando imberbe fanciullo iniziavo la mia carriera, non è l'offerta a comandare, ma la domanda. Fintanto che non è chiaro a chi fa richiesta di servizi cosa sono i Social Media e a cosa possano servire per il suo business, difficilmente l'offerta potrà soddisfare esigenze fumose. Questa situazione rischia di creare fraintendimenti, allontanamenti, delusioni. Quindi non si tratta solo di formare i professionisti dei Social Media, ma anche i fruitori, facendo sì che li approccino in modo consapevole e soprattutto avendo ben chiaro quale è il proprio personale obiettivo.

    • E' precisamente quello che intendevo Andrea.
      Oltre all'ovvio bisogno di formazione da parte di chi vuole lavorare con i social media, c'è bisogno di formazione (ovviamente più blanda e meno specifica) anche da chi richiede determinati servizi, per avere qualche parametro al fine di valutare il servizio stesso.
      Il mio blog, in realtà, è nato proprio per questo:
      sensibilizzare le PMI all'importanza del web e dei social media, far loro capire gli strumenti base necessari, fornire loro un punto di vista non autoreferenziale (quello del professionista che cerca di rifilarti i propri servizi/prodotti), ma ma mirato alla formazione e all'arricchimento.
      Spero di esserci riuscita ;)

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