Le 7 regole d’oro per un video virale

Le 7 regole d'oro per un video virale via @veronicagenti

Alzi la mano chi, più volte la settimana, non passa un po’ del proprio tempo a curiosare tra i video online!

Il web ci offre una quantità incredibile di video, di tutti i tipi e di per tutti i gusti:

dai tutorial per imparare, alle puntate delle nostre trasmissioni preferite, ai divertenti video user-generated… alla pubblicità.

Sì perché sempre più aziende decidono di promuoversi e farsi conoscere attraverso i video.

Basti pensare che, entro il 2017, due terzi del traffico mobile sarà destinato proprio ai video e, per restare in casa, gli ultimi dati Audiweb segnalano a Gennaio 2013  una crescita nella fruizione di video online da parte degli Italiani:

guardiamo video in streaming per più di 7 minuti al giorno e…siamo i primi al mondo per fruizione video via tablet!

Più che di trend, direi si parli di un dato di fatto:

guardiamo sempre più video online e sempre più ne guarderemo, soprattutto dai dispositivi mobili (io, personalmente, la televisione non la guardo quasi mai.. Pc e IPad mi offrono lo stesso e di più) ed, ovviamente, dobbiamo imparare a guardare ai video non solo lato utente, ma soprattutto lato azienda.

Ma… come rendere un video condiviso, diffuso…virale?

Come far sì che un video, creato dall’azienda per promuoversi, incontri talmente tanto l’interesse delle persone da propagarsi in Rete come un virus?

 

Le 7 regole d’oro per rendere un video “virale”

Ce lo spiegano Dario Caiazzo, Andrea Febbraio e Umberto Lisiero nell’interessante libro Viral Video” (che ti consiglio spassionatamente) , dopo aver analizzato più di 2300 campagne pubblicitarie cercando di identificarne la propensione a diventare virali.

Dalla loro analisi sono scaturite 7 regole che, se rispettate, garantiscono al tuo video un’alta possibilità di venir apprezzato e condiviso:

 

CoverViralVideo1. Story matter most

Ciò che conta in un video dal potenziale virale non è certamente il prodotto o l’azienda, quanto la storia che si racconta.

Si parla tanto di storytelling nei social network per trasferire idee, valori e coinvolgere, ancora più importante è sapersi raccontare attraverso i video, tenendo ai margini o non facendo comparire affatto elementi direttamente riconducibili all’azienda.

 

2. First five seconds

“La prima impressione è quella che conta”, giusto?

Bene, questo vale ancora di più per i video; se non riesci ad interessare ed incuriosire l’utente nei primi 5 secondi ci sono ottime probabilità che abbandoni la visione del video per non tornarci più.

Il Web è stracolmo di contenuti interessanti e sorprendenti, per cui non c’è nessun motivo per restare  a guardare un video che non ti coinvolge fin dall’inizio, c’è sicuramente di meglio a giro: questo l’utente medio lo sa bene e devi saperlo anche tu :)

 

3. Emotional Roller Coaster

Alterna momenti di gioia e di tristezza, alti e bassi, proprio come sulle montagne russe.

Per tenere viva l’attenzione dell’utente é importante fargli sperimentare un’alternanza continua di emozioni che lo porti a rimanere letteralmente “incollato” al video.

 

4. Tastemakers

Entra in gioco la categoria tanto discussa dei cosiddetti “influencer”: pare infatti sia molto importante che il video venga distribuito ad influencer selezionati nella fase di lancio, che possano così “appoggiarlo” (endorsement) e quindi diffonderlo nei propri canali.

…E il tanto abusato (soprattutto negli old media) famoso testimonial?

Beh, pare non ricoprire una ruolo importante nel potenziale virale di questi contenuti.

 

5. Surprise, don’t shock

Il fattore “sorpresa” è al primo posto per garantire il successo di un video; attenzione, sorpresa, non shock.

Alle persone in generale non piace venir associate a contenuti disgustosi, piuttosto, a contenuti che le hanno piacevolmente meravigliate e hanno dato loro un “motivo edonistico” di condivisione.

Della serie “Ma guarda un po’ questi che si sono inventati…facciamolo vedere subito ai miei amici!”

 

6. Hours critical mass

Le prime 48 ore dal lancio del video sono cruciali: è proprio in questo lasso di tempo che dovrà dispiegarsi il potenziale virale del video.

Ciò è ancora più importante perché, come ci racconta “Viral Video”, nel caso di Youtube opera un algoritmo molto particolare, che pare promuova e posizioni in home page il video se raggiunge nell’arco delle prime ore di vita un certo numero di view. Provare per credere ;)

 

7. Size doesn’t matter

Per quanto le view (visualizzazioni) siano centrali per determinare la diffusione o meno di un video, c’è un aspetto ancora più importante: il numero di condivisioni che esso genera.

Cosa posso fare per incentivare l’utente a condividere, oltre ad offrirgli un contenuto che merita?

Beh, inserire nel video stesso una Call To Action (invito all’azione) che spinga le persone a diffondere il video!

 

Per quanto richieda un cospicuo investimento di tempo e denaro il creare un prodotto visuale che rispetti tutti i punti sopracitati, puoi comunque prendere spunto da queste “regole d’oro” nel caso tu decida di promuoverti anche attraverso i video e, visto il tempo che dedichiamo ogni giorno alla visione di materiale online, ti suggerisco di iniziare a riflettere su se e quanto la creazione di uno o più video  (e di un canale Youtube, soprattutto) potrebbe darti quella marcia in più rispetto ai tuoi concorrenti.

 


Veronica Gentili

Web Marketing e Social Media Marketing Specialist, co-fondatrice della Glisco Marketing. Appassionata di sociologia, psicologia e orsetti gommosi. +

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