Il vocabolario del Social Media Marketing: 20 (+1) parole che devi conoscere

Vocabolario social media marketing

Ci sono alcuni termini che uso spesso nei post e  nei corsi sul Social Media Marketing, spesso presi dall’Inglese o riadattati al contesto social dal vasto vocabolario del Marketing:

a volte vedo le persone spalancare gli occhi perché non le hanno mai sentite o non hanno la minima idea di cosa significhino.

Ecco un Mini-Vocabolario delle parole che di frequente vedi in articoli, speech, webinar che trattano di Social Media per aziende…in modo da capire al volo di cosa si tratta!

 

 

1. Brand Awareness (Notorietà di Marca) : indica quanto la nostra marca (brand) è conosciuta dai consumatori e viene associata ai prodotti specifici a essa collegati.
Quanto è noto il tuo brand? I consumatori riescono ad associarlo ai prodotti/servizi a esso correlati in modo corretto e immediato?Aaker, economista statunitense, ha teorizzato la “Piramide della brand Awareness” che può aiutarti a capirne importanza ed evoluzione come ben spiegato in questo post di Riccardo Perini.

[divider] 2. Conversion (Conversione): è il momento in cui l’utente che ha ricevuto/letto un determinato messaggio compie l’azione desiderata. Un esempio di conversione può essere l’utente che ha letto un tuo post e si è poi iscritto alla tua newsletter, oppure che, dopo aver ricevuto una delle tue offerte, è entrato nel tuo sito ed ha effettuato un acquisto.
[divider] 3. CTA (Call To Action): è un Invito all’azione, ovvero una frase o una parola che spinge l’utente a “fare qualcosa” (es: “Scarica subito!”, “Prenota ora!”, “Richiedi un preventivo!“).
[divider] 4. EdgeRank: è l’algoritmo di Facebook che determina quanto e da chi saranno visibili dagli utenti i contenuti che un utente/Pagina pubblica.
L’EdgeRank, sostanzialmente, determina tu ciò che vedi nel tuo Newsfeed in base a:

  • Quanto hai interagito in passato con l’autore del post (Più hai interagito, maggiori saranno le possibilità che tu visualizzi i suoi post)
  • Interazione delle altre persone con il post (se nessuno ha interagito con quel post o, peggio, lo ha segnalato per spam, ci sono meno probabilità tu lo veda)
  • Quanto hai interagito con post di quel tipo in passato (per esempio, se tu metti spesso “mi piace” alle foto, ci sono maggiori probabilità che compaiano foto nel tuo News feed)
  • Quante “lamentele” ha ricevuto l’autore del post o/e il post stesso (se molte persone hanno segnalato l’autore o il post specifico per spam o hanno tolto il “mi piace” ci sono meno probabilità tu lo veda).
[divider] 5. Engagement (Coinvolgimento): è il grado di coinvolgimento che un determinato contenuto suscita. Ogni social network ha le sue metriche di engagement, e non tutte sono “manifeste”, ma vanno rilevate con opportuni strumenti di monitoraggio: ad esempio, gli indicatori di engagement più visibili su Facebook sono i “Mi Piace”, i “Commenti” e le “Condivisioni”, ma è altrettanto importante anche vedere il numero di clic che sono stati fatti su foto e link per capire il reale interesse delle persone (tramite Insights).
[divider] 6. Hashtag (#): è un’etichetta che viene associata ad un contenuto relativo ad un particolare argomento, settore, parola o evento. Viene spesso usato in social network come Twitter, Pinterest, Google Plus o Instagram e serve proprio per rendere più facilmente rintracciabile l’argomento di cui stai parlando dagli utenti che stanno ricercato contenuti pertinenti.
[divider] 7. Insights -Facebook-: è il pannello che Facebook ti mette a disposizione per valutare l’andamento della tua Pagina.
Attraverso questo strumento puoi visualizzare quante persone interagiscono con la tua Pagina, dati specifici riguardo ai tuoi Fan (come età, sesso, provenienza), la tipologia di interazioni che hanno con la tua Pagina e con i post specifici e molto altro.
[divider] 8. Landing Page (Pagina di atteraggio): è la pagina web che l’utente raggiunge dopo aver cliccato su una pubblicità (Adwords, Facebook Ads, per esempio) o su un link specifico. Generalmente le Landing Page vengono costruite ed ottimizzate affinché chi vi atterra esegua un compito specifico (es: iscrizione alla newsletter, acquisto,  etc) e seguono dei criteri precisi di comunicazione persuasiva e mirata affinché l’utente proceda all’azione che si vuole compia. Ottime istruzioni per creare una buona landing page le trovi in questo articolo di Masternewmedia.
[divider] 9. Reach (Portata) -Facebook-: sono il numero di utenti che riesci a raggiungere e che quindi hanno visualizzato i contenuti che hai pubblicato.
[divider] 10. Sentiment analysis: analisi che mira a comprendere lo stato d’animo degli utenti rispetto ad un determinato argomento, prodotto, servizio o azienda. Come chiarito nel blog di Mattia Lissi è un tipo di analisi qualitativa che “prende in esame le diverse conversazioni online su un determinato argomento [brand, servizi/prodotti, ecc..] in modo da riuscire a determinare la percezione e il sentimento di chi discute in merito all’oggetto d’analisi.”
[divider] 11. Social Media Management tools: sono strumenti e servizi che ti permettono di ottimizzare i tempi per la gestione dei vari account social, tenerli tutti sott’occhio tramite un’unica interfaccia, pubblicare contemporaneamente su più fronti, monitorare l’andamento della tua attività in questi ambienti.
Ce ne sono di vari tipi, con diverse funzionalità e prezzi variabili, uno dei più diffusi (che io uso)  è Hootsuite, disponibile sia in versione gratuita che a pagamento.
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12. Social Media: mezzi di comunicazione che permettono alle persone di interagire e condividere contenuti in varie forme (video, immagini, testi). Basati sul dialogo e sulla comunicazione orizzontale, non hanno niente a che vedere con i media tradizionali e di massa. Possono essere applicate varie tecnologie a questi strumenti: dai blog,  alle piattaforme collaborative (Wikipedia, Quora), alle comunità virtuali (Second Life, World of Warcraft) fino alle piattaforme di social networking (Facebook, Twitter).
[divider] 13. Social Network (reti sociali)reti di persone, connesse tra loro per vari motivi (di interesse, etnici, familiari, lavorativi…).
Per quanto oggi il termine venga quasi esclusivamente usato per riferirsi alle Reti Sociali digitali (Facebook, Twitter e affini), in realtà i Social Network nascono come entità fisiche (associazioni, sindacati, confraternite) e stanno semplicemente ad indicare una Rete di persone in cui i soggetti sono legati da “un qualcosa”, rappresentabile mediante un grafo i cui nodi rappresentano gli individui e gli archi i legami che li uniscono (per comprendere meglio la differenza tra Social Media e Social Network ti consiglio la lettura dell’articolo “Tu la sapevi la differenza tra social media e social network?”).
[divider] 14. Social media Fail: sono i casi in cui un’azienda, ente, associazione o singolo individuo hanno fallito nella comunicazione attraverso i social media, suscitando la rabbia, l’indignazione e/o il fastidio e la derisione da parte degli utenti.
Esempi eclatanti di Social Media Fail sono il caso  della catena McDonald del Gennaio 2012, i tweet delle celebrità con cui la Sneakers ha cercato di promuovere i suoi prodotti, l’azienda American Appareal che ha cavalcato il disastro dell’uragano Sandy per offrire sconti (e non ne mancano di made in Italy, come raccontato da un interessante post di NowMedia).
[divider] 15. Spam: la Spam è una comunicazione commerciale non desiderata nella quale spesso indulgono le aziende e che può avvenire tramite mail, social media , forum e chat.
Termine ripreso da uno sketch comico del Monty Python’s Flying Circus, la Spam identifica tutte quelle pratiche che alcune attività ritengono proficue per promuoversi e farsi pubblicità, ma che in realtà infastidiscono l’utente e sovente lo fanno arrabbiare, rendendo remota la possibilità che abbia a che fare con l’azienda suddetta.
Rientrano in questa categoria i messaggi privati non richiesti a sfondo commerciale (Direct Message, Messaggio Privato di Facebook, etc), i tag su foto & le mention in discussioni promozionali a cui l’utente non è interessato, le mail pubblicitarie inviate senza il consenso esplicito del destinatario.
[divider] 16. Storytelling: è un metodo che consiste nel “raccontare storie” ai propri target in modo che traspaiano i valori, la mission, le idee della nostra attività e le persone vi si possano riconoscere in modo semplice ed intuitivo. Con il racconto si arriva a coinvolgere gli utenti e a stimolarne l’identificazione attraverso immagini, video, testi e contenuti multimediali. Per iniziare a capirne il valore e le prospettive, ti consiglio di partire dal blog di MacsBene.
[divider] 17. Target: rappresenta le persone che sono potenzialmente interessate a ciò che la tua azienda vuole offrire e quindi vuoi intercettare. Nessuna strategia di comunicazione che si rispetti prescinde dall’individuazione del target (in genere più di uno), che ti serve a calibrare il tipo di tono, messaggi e offerte proprio in base a età, sesso, bisogni, interessi, capacità economica e altre specifiche proprio per il tipo di persone che vuoi raggiungere e coinvolgere.
[divider] 18. Tone of voice (“tono di voce”):  il tono di comunicazione, importante da definire per far trasparire in modo coerente e credibile la personalità dell’azienda e/o del brand.  E’ bene chiarire che un’azienda può essere proprietaria di diversi brand, per cui ogni brand ha la sua personalità, i suoi target specifici e quindi differenti tone of voice.
[divider] 19. Troll: incubo di qualunque social media manager, è una persona che entra “a gamba tesa” in discussioni con persone e aziende attraverso messaggi provocatori, diffamatori (spesso senza senso) e mirati a fomentare le persone.
Chi cade nella trappola del troll e quindi “si fa trollare” rischia di creare inutili dibattiti che vanno a minare la reputazione dell’azienda stessa, per cui è bene saperli riconoscere e decidere subito tra il non considerarli e il bannarli dal nostro spazio.
[divider] 20. URL shortener: è un servizio che permette di accorciare gli indirizzi di Pagine in link di poche lettere.
Esempi di questi servizi sono bit.ly, ow.ly, goog.gl che non solo rendono brevi gli indirizzi troppo lunghi complessi e difficoltosi da leggere, ma permettono anche di tracciare più facilmente le interazioni con gli indirizzi condivisi.
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+1 Personal Branding: ti riporto la splendida definizione di Enrico Bisetto “è un percorso per individuare e valorizzare le proprie competenze, capacità e passioni, differenziandosi dai competitor, imparare a comunicarle nel modo migliore per emergere grazie alla propria unicità, utilizzando (anche) gli strumenti del web, in primis i Social Media, e creando una proficua rete di relazioni (network) on e off line.”

 

Ci sono altre SocialmediaParole di cui vorresti comprendere il significato?Chiedimi pure! ;)


Veronica Gentili

Web Marketing e Social Media Marketing Specialist, co-fondatrice della Glisco Marketing. Appassionata di sociologia, psicologia e orsetti gommosi. +

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