Il Social Media Marketing gratis è morto e “low cost” non sta bene

gratis

 

E quindi aprire una Pagina su Facebook è gratis.

Aprire un account su Twitter pure.

Pinterest, LinkedIn, G+ e tutta la social compagnia ospitano le aziende(con info, foto, post e aggiornamenti vari a carico) in modo totalmente gratuito.

Va da sè che tutti, ma proprio tutti, possono svegliarsi una mattina,  leggere un articolo che celebra le gesta dei social media “abitati” a scopo promozionale e decidere di aprire quei 16 account su tutti i social perché “così la mia attività verrà conosciuta dall’universomondo e avrò un sacco di clienti nuovi!“.

Ennemila aziende che ogni giorno sgomitano sui social per ottenere un minimo di attenzione…nel modo sbagliato

E quindi tutti si iscrivono.

Il panettiere sotto casa,  la scuola di ballo e il parrucchiere unisex dietro l’angolo, finanche Associazioni di Categoria e i satelliti provinciali del Partito X.

E grosse catene di Hotel, per arrivare a Consorzi, Cooperative, aziende medie e grandi, che delegano alla segretaria o alla stagista di turno il “semplice compito”: “Ci sei su Facebook, vero? E’ la stessa cosa, solo che qui devi schiaffarci i nostri prodotti ed invitare più gente possibile ai nostri eventi”.

Vengono fuori arrosti inverosimili, dalle aziende che aprono Profili su Facebook e aggiungono contatti a caso beandosi di avere “quasi 4000 amici”, a Marketing Manager che prima ti aggiungono, poi ti contattano su LinkedIn per venderti una fornitura di transenne, fino a simpaticissime aziende che aspettano tu le segua vicendevolmente su Twitter per rifilarti il Direct Message promozionale con tanto di link e sconti sui loro servizi.

Eh vabbé, ma alla fine è stato tutto fatto “a gratis”, giusto?

Delegando a forza lavoro già esistente in azienda, che sia il receptionist dell’albergo o l’account manager, alla fine la parte di “social media marketing” viene assorbita da figure che già ci sono e non richiedono costi aggiuntivi.

Splendido, meraviglioso: un affare!

Peccato che rispondere alle mail e gestire i rapporti con i clienti e le vendite non sia proprio la stessa cosa che implementare e portare avanti un social media plan.

 

Social media marketing: o per bene o…meglio lasciar perdere

Poiché mi capita sempre più spesso di sentire (e di vedere) cose del genere, i casi sono due:

  • In fondo in fondo credi che questa dei social media sia una moda passeggera oppure che non servano a niente, per cui non c’è bisogno di investirci sopra, né tantomeno di formare qualcuno nella tua azienda ai social o rivolgerti ad un consulente esterno.
  • I social media forse servono davvero “a qualcosa”, ma che ci vuole a promuovere la propria azienda su Facebook, Twitter e compagnia? Basta mettersi lì, spippolare un po’ con i tastini, leggersi un paio di guide ed è fatta… lo può fare chiunque, anche “il figlio adolescente del mio bis-cugino che sa usare il computer”!

La verità è che un ambito complesso, in costante evoluzione, imprescindibile dalla conoscenza di certi ambienti, strumenti, modalità comunicative e di analisi; per certi aspetti si può parlare addirittura di ROI (vd. alcune tipologie di campagne promozionali), per altri si parla di branding, posizionamento, definizione di certi KPI che ci aiutano a capire dove siamo, dove vogliamo andare e dove possiamo arrivare.

Il punto è che se spendi migliaia e migliaia di euro ogni anno per cartelloni, flyer, spot in tv è assurdo tu non voglia spendere un centesimo o pochissimo (“me li gestisci tutti i social per 1000 euro l’anno?”) per un’altra forma promozionale, radicalmente diversa da quelle sopracitate, ma di uguale se non maggiore importanza.

Il punto è che se devi fare una cosa raffazzonata, delegare al primo in azienda che “sa usare il computer” solo perché sembra una cosa semplice o, peggio, di poca importanza, faresti meglio a lasciar perdere.

A non entrare proprio in questi ambienti e ad aspettare di avere una sensibilità maggiore che ti consenta di non fare errori grossolani di valutazione.

 

Il Social Media Marketing non è gratis ed il “low cost” ti garantirà risultati “low”

Iscriversi, è gratis.

Abitare in modo corretto questi ambienti, non lo è affatto.

Oltre al beneamato Facebook che, comunque, richiede investimenti in Inserzioni anche solo perché tutti i tuoi fan possano visualizzare i contenuti che pubblichi, qualunque ambiente social richiede analisi, strategia, interazione, monitoraggio per essere “abitato” correttamente.

I costi sono diversi secondo moltissime variabili; competenze e esperienze del professionista, tipologia dell’azienda, numero dei social da seguire, solo per citarne alcune.

Non c’è una tariffa precisa, ma ti assicuro una cosa:

che la tua azienda sia una micro-impresa o più grande, per 100 euro al mese i social te li può gestire solo il nipote del bis-cugino che sa usare il computer.

Sta a te decidere se e come vivere questi “ambienti”, ma accetta un consiglio spassionato.

Se devi aprire 115 account social sull’onda dell’entusiasmo e poi gestirne 2 e male o delegare la parte dedicata al social media marketing della tua azienda alla segretaria, a tuo figlio, allo stagista “perché non costa niente”, ti consiglio caldamente di lasciar perdere.

Per evitare grossolani errori.

Per evitare danni di immagini irrecuperabili.

E perché il social media marketing non è gratis.

 


Veronica Gentili

Web Marketing e Social Media Marketing Specialist, co-fondatrice della Glisco Marketing. Appassionata di sociologia, psicologia e orsetti gommosi. +

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