Google Plus: cosa, come e perché con Michaela Matichecchia

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Personalmente, fin dalla sua nascita , Google Plus non mi è stato molto simpatico.

L’ho considerato un altro social network orizzontale di cui non sentivo un particolare bisogno;

sì, in effetti l’aspetto social nel search di Google mancava, ma, Hangout e Authorship a parte, quale era il valore aggiunto di questo social?

Perché, io utente, avrei dovuto iscrivermi ed “abitarlo”?

 Alla fine, quello che penso io non conta: contano i dati di fatto, i feedback , i case studies.

Conta il selezionare attentamente strumenti e ambienti che il web ogni giorno ci offre e valutarli in ottica strategica.

 

Mentre cercavo di studiarmi a modo le dinamiche di Google Plus, mi sono imbattuta in un interessante case study di Michaela Matichecchia raccolto da Paolo Ratto (che vi invito a leggere);

ho deciso allora di intervistare Michaela, Web Project & Marketing Manager presso Tourtools nonché Google Plus enthusiast, per capire insieme cosa è realmente Google Plus, ma soprattutto perché, lato utente e lato azienda, ce ne dovremmo avvalere.

Ecco quanto mi ha raccontato 🙂

 

Michaela Matichecchia1. Google Plus: raccontaci opportunità e criticità di questo social network!

Google Plus non è solo un social network. Personalmente definirei Google Plus come piattaforma integrata di condivisione.

Integrazione con i servizi Google (Search, Local, Maps, Drive, Youtube, Mail, Apps, etc) ed estrema facilità di condivisione sono gli aspetti che rendono Google Plus una realtà assolutamente innovativa e peculiare nel panorama della comunicazione digitale.

L’integrazione con i servizi Google offre moltissime possibilità d’uso.

Non ho parlato di condivisione di contenuti, ma semplicemente di condivisione. Pensiamo agli hangout o alle cerchie. Strumenti attraverso i quali la condivisione va oltre i contenuti e diventa coinvolgimento.

Google plus è una grande opportunità per chi cerca uno strumento efficace e potente per comunicare con gli altri, collaborare, allargare le proprie conoscenze (persone ed informazioni) e rendersi visibili sui motori di ricerca.

Alcuni attribuiscono a Google plus l’incapacità di generare coinvolgimento ed interazione, a causa di un numero di utenti attivi non significativo.

Questa potrebbe essere una criticità (se lo è), ma solo momentanea (a settembre 2012 il conteggio degli utenti attivati a livello globale era di 400 milioni). Il numero di utenti attivi è in crescita, come lo è la partecipazione. Dalla mia esperienza anche in Italia.

Ricordiamo che Google Plus è Google, o in maniera transitiva, Google 2.0 è Google Plus.

 

2. E’ inevitabile il confronto con “il Re dei social media”: Facebook.

Quali sono le affinità e le differenze sostanziali tra i due?

Invece consiglierei di evitarlo (il confronto) e consiglio a tutti di farlo se si vogliono cogliere delle opportunità con Google Plus.

Spiego perché:

* come detto, Google plus non è semplicemente un social media.

* ricerca, interazione sociale, cura ed ottimizzazione dei contenuti sono integrati dentro e fuori la piattaforma.

* la visibilità dei contenuti segue dei meccanismi profondamente diversi.

* Google Plus non propone advertising all’interno della piattaforma.

Per capire Google plus bisogna affrontarlo a mente aperta, esplorando, ricercando, senza seguire paradigmi, meccanismi o strategie proprie di Facebook.

 

3. Perché l’utente X dovrebbe partecipare attivamente su googleplus?

Per condividere e dialogare.

Google Plus può essere un blog rivolto al pubblico e nello stesso tempo offrire uno spazio privato di condivisione e dialogo.

Google plus accorcia le distanze tra le persone senza rumori di fondo (spam o advertising), in maniera diretta ed estremamente personalizzabile.

Le persone possono ritrovarsi faccia a faccia privatamente (fino a 10 persone insieme) o girare video e pubblicarli automaticamente su YouTube, con gli HangOut.

Possono ritrovarsi attraverso la condivisione dei luoghi con local o condividendo la loro posizione da mobile.

Possono raccontare i loro luoghi con i check in (da mobile) o con le recensioni.

Possono archiviare automaticamente le loro foto private oppure condividerle con un’unica persona, con una cerchia ristretta di persone o pubblicamente.

Possono esprimere con un clic il loro stato d’animo con la funzione Atmosfera da mobile. Possono trovare persone con i loro stessi interessi in maniera immediata, con la ricerca interna o con la condivisione delle cerchie. Le persone si accorgono che su Google Plus non ci sono le persone che conoscono, ma le persone che vorrebbero conoscere.

Possono condividere documenti, materiali, video in svariati formati o modalità, sempre decidendo esattamente con chi farlo.

Hanno a disposizione una app pensata per chi usa il mobile, estremamente divertente e molto efficace.

 

4. Perché l’azienda X dovrebbe considerare Google Plus nel proprio social media plan?

Perché si possono ottenere ottimi risultati attraverso content marketing, social media marketing e tecniche SEO per:

* migliorare la visibilità e la notorietà del brand

* migliorare la visibilità su Google search

* migliorare l’engagement

* aumentare il traffico verso il sito

* creare nuove opportunità di business

* aprirsi a nuovi mercati

* fidelizzare la clientela

* coinvolgere personale e collaboratori

* imparare a collaborare

Chiaramente gli obiettivi dovranno essere commisurati con il mercato e il target di riferimento, ma anche con l’organizzazione e le persone all’interno dell’azienda. Perché Google Plus pone al centro le persone e gli attribuisce molto valore anche nella comunicazione aziendale.

 

5. Ci sono determinate categorie di aziende che più di altre, secondo te, dovrebbero prendere in considerazione G+?

Sicuramente nel settore del turismo, non solo per l’integrazione Social-Mobile-Local, ma perché una comunicazione crossmediale e differenziata consente di raggiungere mercati diversi.

Un grande successo lo stanno anche ottenendo i siti e i blog di notizie. Chiaramente questa tipologia di azienda è avvantaggiata da una produzione continua di contenuti, ma anche dall’avere persone (gli autori) presenti sulla piattaforma.

Molte aziende, dalle più piccole alle più grandi, possono trovare in Google Plus uno strumento molto flessibile e potente per migliorare la collaborazione all’interno dell’azienda e comunicare in modo organico e coordinato le proprie peculiarità attraverso la voce delle loro persone.

Sconsiglio però alle aziende di usare Google plus solo come social media.

E’ necessario adottare una visione strategica molto più ampia, mettere al centro le persone, curare contenuti e comunicazione, senza mai dimenticare i motori di ricerca.

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