Facebook dice basta all’Engagement Baiting

Ti è mai capitato di imbatterti in post che ti chiedeva di condividere un determinato contenuto per avere la possibilità di vincere un qualche premio?

Nel quale ti chiedevano di “mettere like se ti piace la pasta o love se preferisci la pizza”?

Hai mai trovato nella tua Sezione Notizie post in cui ti veniva chiesto di “taggare l’amico che…”?

Bene, sappi che da oggi Facebook ha annunciato che darà non solo sempre meno visibilità a post di questo tipo, ma che farà letteralmente “retrocedere” (in termini di visibilità) le Pagine che usano ripetutamente queste tecniche per raggiungere più utenti.

Stop a qualsiasi tecnica che dia spazio ai contenuti “non autentici”

Non si contano più gli aggiornamenti di Facebook all’algoritmo della Sezione Notizie che mirano ad abbattere i contenuti spammosi, falsi, dai toni sensazionalistici e ingannevoli, tra gli ultimi quello che “stronca” i link dai titoli acchiappa-click e l’aggiornamento che toglie visibilità ai siti web lenti e di scarsa qualità; l’obiettivo della piattaforma è, da sempre, offrire un’esperienza piacevole all’utente, farcelo restare il più possibile, motivarlo a ritornare.

E pare che i post “acchiappa-like-commenti-condivisioni-tag” non siano così amati dagli utenti come si credeva.

Chiaramente, non saranno toccati da questo update tutti i post “di reale richiesta di partecipazione”, come quelli nei quali vengono richiesti consigli, di richiesta di donazione o divulgazione di identikit di persone scomparse.

Il mantra è e resta sempre lo stesso:

condividere contenuti davvero rilevanti, originali e utili, seguendo le linee guida per i Publisher.

Pubblicare post “autenticamente coinvolgenti” diventa prioritario per emergere dal buio del News Feed

La poca Portata Organica rimasta resterà qualcosa sulla quale potranno contare solo i brand che sono riusciti a crearsi una audience rilevante, alla quale offrire un mix di contenuti pertinenti con i loro bisogni e desideri, tutti gli altri che cercano di “fregare il sistema” con tecniche acchiappa-like – o, peggio, utilizzando la Pagina come fosse solo una vetrina – a breve rischieranno di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

E non perché Facebook (che ricordiamo, non è il Fatebenefratelli) “ce l’ha con loro”, ma perché non hanno capito affatto quali sono le logiche di questo spazio e come “vincere” in un ecosistema nel quale la visibilità organica è ogni giorno più simile ad un regalo;

dare il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto.

 

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