Come leggiamo nel web: consigli utili per un sito web efficace

Mentre stavo leggendo Web Marketing per le PMI, sono incappata in un interessante riferimento ad un sito web, dove uno dei più influenti web designers al livello mondiale, Jacob Nielsen, ha raccolto i suoi studi ed i suoi consigli riguardo all’usability nel web.

Tra questi, ecco quanto ci racconta di assolutamente essenziale per costruire un sito web usabile, efficace e che, soprattutto, tenga conto delle caratteristiche del target che  tutti abbiamo: l’essere umano.

 

1.Content and usability: the King and the Queen

Mettiamo che in una foresta vivano una volpe e due conigli, uno più grosso e uno più piccolo, dice Nielsen.

Quale dei due dovrebbe mangiare?

Viene da pensare quello grosso, che sicuramente la sazierà di più e per maggior tempo.

Eppure la risposta non è tanto semplice: se infatti il coniglio più grande è troppo difficile da prendere,  la volpe lo lascerà perdere e si concentrerà su quello più piccolo, perché sa che cacciare quello più grande è un inutile spreco di energia.

I siti web sono un po’ come i conigli di questa storiella, solo che loro vogliono essere presi dall’utente.

E come? Rendendoli simili ad un pasto nutriente (quindi, che sia di valore per chi lo visita),  facili da fruire (usability) e da trovare (SEO).

Queste strategie, dice Nielsen, sono assolutamente complementari, poiché se un sito è semplice da trovare ma povero di contenuti, allontanerà l’utente, lo stesso vale se il sito è di valore ed usabile, ma difficile da scovare.

Dobbiamo quindi, non solo convincere l’utente che vale la pena continuare “la sua gita” all’interno del nostro sito, (fondamentale: l’attrattività della Home) , ma anche  dotarlo di tutti gli strumenti necessari affinché “il suo soggiorno” sia piacevole (barre dei menù, quick link collegati ai contenuti centrali, etc)

 

2.Non leggiamo parola per parola, ma “scansioniamo la pagina”

Sembra assurdo, eppure quasi nessuno legge parola per parola i contenuti della pagina che si trova davanti, non di primo acchitto almeno: piuttosto, “estraiamo” singole frasi e singole parole, per vedere se ne vale la pena leggere il resto.

Una ricerca su campione dallo stesso Nielsen condotta, ha mostrato come il 79% delle persone scansioni ogni nuova pagina che si trova davanti e solo il 16% si metta a leggere le parole in sequenza.

Ecco perché è fondamentale:

  • Sottolineare (formattandole diversamente) le parole-chiave
  • Aggiungere eventuali sottotitoli
  • Usare gli elenchi puntati, ove si faccia una lista
  • Inserire un solo concetto per paragrafo
  • Usare la metà delle parole che si userebbero per un testo scritto in formato cartaceo

 

3. “Il modello a forma di F”e la difficoltà nel leggere sui dispositivi mobili

E’ stato dimostrato come l’utente, in genere, legga prima seguendo una linea orizzontale nella parte alta del sito, per poi spostarsi un po’ più in basso seguendo sempre un movimento orizzontale e finisca per concentrare la propria attenzione in una sorta di scia verticale, che va dal basso verso l’alto, nella parte sinistra della pagina.

E’ un movimento rapidissimo dello sguardo, che dura pochi secondi, ma fondamentale per scegliere se ciò che vediamo ci può interessare o meno.

Centrale quindi, a primo impatto, ciò che mettiamo nella parte superiore della pagina (l’header) , ciò che vi mettiamo immediatamente sotto (in genere il menù) e ciò che inseriamo nella parte verticale, a sinistra del nostro sito.

Per quanto riguarda i dispositivi mobili, Nielsen ci dice che leggere contenuti da uno smartphone è 2 volte più frustrante del leggerli dal desktop di un pc: non abbiamo la stessa destrezza che ci consentono mouse e tastiera, lo schermo è più piccolo, spesso i siti non sono ottimizzati per la versione mobile e rendono l’esperienza ancora più impegnativa.

Si ha meno spazio a disposizione per orientarsi, si deve per forza scrollare e scrollare ripetutamente ed uno studio dell’Università di Alberta ha dimostrato che si comprende meno della metà del contenuto letto, rispetto a quanto se ne comprenda leggendo sul desktop (rispettivamente: 39% per il desktop contro un 18% per il mobile).

 Diventa necessario quindi affiancare una versione mobile a quella “standard” del nostro sito (o, in alternativa, ottimizzarlo per la versione mobile), liberandola da contenuti e fronzoli che impediscano un’esperienza piacevole da parte del fruitore.

4. E’ meglio evitare pagine dove c’è tanto da “scrollare”

L’80% degli utenti spendono la maggior parte del loro tempo “sopra la piega” (above the fold), cioè nella parte che vediamo immediatamente all’apertura del sito, senza dover scorrere in basso.

Oramai siamo tutti abituati a scorrere le pagine e, a volte , è inevitabile (si pensi all’articolo di un blog), tuttavia la pratica delle pagine troppo  lunghe ed incentrate nella “parte inferiore” del sito è da evitare per due semplicissimi motivi:

  • Il livello di attenzione dell’utente medio, online, è limitato; preferiamo contenuti che ci portano “dritti al punto” e tendiamo ad ottimizzare le nostre risorse, sia fisiche che cognitive. Insomma, “scrollare” è una fatica in più che preferiamo evitare :)
  • Tendiamo a dare più importanza (e quindi attenzione) ai contenuti che stanno nella parte superiore della pagina, che in quella inferiore: la gente “scorrerà” e continuerà a leggere il contenuto solo se, nella parte superiore, avrà trovato informazioni utili affinché valga la pena continuare.

 

5. Le foto “a stock” e puramente decorative? Evitale come la peste!

L’utente presta attenzione alle foto dei prodotti e a quelle rilevanti per i contenuti esposti, ma ignora quelle meramente decorative e le foto “prese a stock” (avete presenti   le immagini che mostrano vari siti di consulenza tipo “i due modelli-manager che si stringono la mano”, “la segretaria super-figa che risponde al telefono?”…ecco, quelle!).

Fondamentali le foto dettagliate dei prodotti, specialmente per gli e-commerce, considerate e “scansionate” dall’occhio umano quelle che riguardano persone reali e presenti nell’azienda.

 

Questi sono solo alcuni consigli estratti dai numerosi studi di Nielsen che, vale la pena dirlo, ci ricordano una cosa fondamentale:

ciò che facciamo nel web è per altri esseri umani come noi e dobbiamo sempre tenerne presenti le caratteristiche, le abitudini e la complessa umanità che ne guidano le scelte.

 


Veronica Gentili

Web Marketing e Social Media Marketing Specialist, co-fondatrice della Glisco Marketing. Appassionata di sociologia, psicologia e orsetti gommosi. +

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